25 ottobre
Questo blog si affianca al sito "Alberi e abusti del Caloggio" per raccogliere in modo semplice e agevole osservazioni periodiche sull'evoluzione della flora (particolarmente delle piante vascolari legnose) e della fauna, notizie sui lavori e sulle iniziative che riguardano l'Oasi WWF del Caloggio di Bollate. Per altre informazione visita il sito citato.
mercoledì 14 ottobre 2015
giovedì 8 ottobre 2015
A ben cercare...
Un giro al Caloggio è sempre piacevole, ma verrebbe da dire che in questa stagione di inizio autunno non ci sia nulla di particolare da vedere, a parte il verde e la tranquillità che dominano ovunque nel bosco.
Ma a ben cercare...
L'avvenimento più eclatante nei dintorni è EXPO 2015 che questo mese, il 31 ottobre, chiuderà i battenti.
Ecco, poco a nord dell'oasi, il canale che porta l'acqua al sito espositivo. É il terziario del Villoresi di Garbagnate, appositamente allargato da una cinquantina di centimetri a due metri. Quale sarà l'aspetto definitivo? Che ne sarà delle vie d'acqua? Per ora vediamo piantumazioni sulla destra e un percorso sterrato sulla sinistra.
Alla fine e all'inizio dell'oasi due striscioni richiamano l'EXPO. Anche il WWF ha detto la sua.
Non lontano da qui un altro confine dell'oasi è segnato dal torrente Nirone. Oggi ha le acqua pulitissime. Defluisce verso Milano per vie chissà quante volte cambiate nel corso di due millenni. Alcuni affermano che si tratti dello stesso Nirone su cui è sorta Milano.
I torrenti che scendono da nord verso la città, che un tempo costituivano una risorsa indispensabile, ora sono soprattutto un problema. Costretti dall'edificazione e intubati, nella stagione delle piogge, esondano a ripetizione.
Basta fare due passi verso nord oltre l'oasi per vedere i lavori di allargamento del canale scolmatore del Seveso.
Un'altra novità di quest'anno, registrata nei pressi dell'oasi, è la risalita dell'acqua di falda fino a rimpinguare le risorgive che erano a secco dal 1961. Non si sa se il fenomeno sia definitivo e se connesso alla deindustrializzazione. Guarda caso L'EXPO sorge su un'area dove, proprio in quegli anni, quelli del boom, si era insediata una raffineria.
Ma torniamo per un giro nella nostra oasi. Qualcosa da vedere, a ben cercare, c'è anche qui.
Costeggiamo il bosco nuovo su che è sulla sinistra. Il fogliame è ancora fitto e verdeggiante.
Dicevamo che a ben cercare...
Qui assistiamo a un fatto curioso. Un tronco di quercia che giace a terra fin da oltre 20 anni non si è ancora decomposto. In una fenditura però...
... fanno capolino una famigliola di funghetti. Altri invece sporgono dal legno ritti verso l'alto. Non sappiamo di che specie siano. Ce lo diranno forse gli esperti. Sono fra i primi funghi visti all'oasi. Ricordiamo che qui è vietato raccogliere qualunque cosa.
Qui ci sono bacche sullo spino cervino (Ramnus cathartica) e sulla rosa gallica
Ma a ben cercare...
L'avvenimento più eclatante nei dintorni è EXPO 2015 che questo mese, il 31 ottobre, chiuderà i battenti.
Ecco, poco a nord dell'oasi, il canale che porta l'acqua al sito espositivo. É il terziario del Villoresi di Garbagnate, appositamente allargato da una cinquantina di centimetri a due metri. Quale sarà l'aspetto definitivo? Che ne sarà delle vie d'acqua? Per ora vediamo piantumazioni sulla destra e un percorso sterrato sulla sinistra.
Alla fine e all'inizio dell'oasi due striscioni richiamano l'EXPO. Anche il WWF ha detto la sua.
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| Il canale secondario, visto dal ponticello d'ingresso, delimita l'oasi. Sulla sinistra un segno dell'EXPO che presto chiuderà. |
I torrenti che scendono da nord verso la città, che un tempo costituivano una risorsa indispensabile, ora sono soprattutto un problema. Costretti dall'edificazione e intubati, nella stagione delle piogge, esondano a ripetizione.
Basta fare due passi verso nord oltre l'oasi per vedere i lavori di allargamento del canale scolmatore del Seveso.
Un'altra novità di quest'anno, registrata nei pressi dell'oasi, è la risalita dell'acqua di falda fino a rimpinguare le risorgive che erano a secco dal 1961. Non si sa se il fenomeno sia definitivo e se connesso alla deindustrializzazione. Guarda caso L'EXPO sorge su un'area dove, proprio in quegli anni, quelli del boom, si era insediata una raffineria.
Ma torniamo per un giro nella nostra oasi. Qualcosa da vedere, a ben cercare, c'è anche qui.
Via Caloggio
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| Le foglie rosse sono delle fitolacca (Phytolacca americana) |
Entrando nell'oasi
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| Fra le farnie, i sambuchi, gli aceri e i ciliegi, si vede solo qualche foglia gialla. Meno ancora quelle a terra. |
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| Le fronde di una robinia presso lo stagnetto sono avvolte da questo rampicante. Cosa sarà mai? |
Dritti davanti al ponticello
Torniamo all'ingresso dell'oasi e riprendiamo il sentiero lungo il Nirone.![]() |
| Il verde domina incontrastato. Pochi i segni dell'autunno. Qualche anno fa le chiome delle robinie si accendevano del rosso della vite del Canadà. |
Il bosco vecchio
In fondo al sentiero la stradina gira a sinistra e si immerge nel bosco vecchio. Qui l'acero di monte più alto dell'oasi faceva da sentinella ma era sofferente. Ora è stato tagliato. In compenso sono spuntati diversi piccoli aceri della stessa specie, oltre a numerosi polloni.![]() |
| Un piccolo acero di monte (Acer pseudoplatanus), nato spontaneamente |
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| La grande farnia |
Qui assistiamo a un fatto curioso. Un tronco di quercia che giace a terra fin da oltre 20 anni non si è ancora decomposto. In una fenditura però...
... fanno capolino una famigliola di funghetti. Altri invece sporgono dal legno ritti verso l'alto. Non sappiamo di che specie siano. Ce lo diranno forse gli esperti. Sono fra i primi funghi visti all'oasi. Ricordiamo che qui è vietato raccogliere qualunque cosa.
Usciti dall'oasi siamo nel cosiddetto prato umido
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| Nessuna traccia ancora dei colori autunnali, ma probabilmente per poco. |
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| Il cappello del prete (Euonymus europaeus) ha la bacche rosse. Presto lo saranno anche le foglie |
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| Qualche foglia del cappello del prete è già rossa. Questa ospita una cimice. |
Lungo il sentiero dei biancospini
Proseguendo verso il sentiero delle sette cascate il lungo filare di biancospini ha numerose bacche. Ma la sorpresa è data da un vecchio pioppo morto da tempo ed ora schiantato al suolo.![]() |
| Difficile dire se quelli lungo il Nirone siano pioppi neri o ibridi. Nell'incertezza li identifichiamo come Populus sp. |
Oltre lo scolmatore
Abbiamo già visto i lavori in corso. Notiamo un bel cespuglio di settembrini (?), visitati da un imenottero.Sulla strada del ritorno
Passiamo dal prato della panchinaQui ci sono bacche sullo spino cervino (Ramnus cathartica) e sulla rosa gallica
Fine della passeggiata
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| Il sentiero ci riporta all'ingresso dell'oasi |
mercoledì 16 settembre 2015
Prossima giornata di lavoro
Dopo la pausa estiva riprendono le giornate di lavoro mensili:
la prossima domenica 20 settembre
martedì 30 giugno 2015
Verde, caldo e libellule a gogo
L'oasi è molto verde. Questo inizio di estate non molto calda e bagnata da frequenti acquazzoni ha probabilmente favorito la crescita della vegetazione.
Tutti i bacini d'acqua, canale secondario, torrente Nirone, risorgive Litta e Porro e stagnetti vari sono ben alimentati. Anche l'ex-invaso conserva ancora molta acqua sul fondo, peraltro limpidissima.
Oggi è giornata di lavoro e si provvede a sistemare la radura, sotto i fili dell'alta tensione e sul canale secondario che costeggia la via Caloggio.
Moltissime le libellule e particolarmente abbondanti le Platycnemis pennipes in pieno periodo riproduttivo.
Non mancano le Caloptery splendens, le Anax imperator e altre specie non identificate.
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| Il sentiero lungo il Nirone. I frutti del sambuco cominciano ad arrossarsi. |
Tutti i bacini d'acqua, canale secondario, torrente Nirone, risorgive Litta e Porro e stagnetti vari sono ben alimentati. Anche l'ex-invaso conserva ancora molta acqua sul fondo, peraltro limpidissima.
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| Volontari al lavoro |
Oggi è giornata di lavoro e si provvede a sistemare la radura, sotto i fili dell'alta tensione e sul canale secondario che costeggia la via Caloggio.
Libellule e altri insetti
Moltissime le libellule e particolarmente abbondanti le Platycnemis pennipes in pieno periodo riproduttivo.
Non mancano le Caloptery splendens, le Anax imperator e altre specie non identificate.
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| Calopteryx splendens maschio, solitamente abbondante al Caloggio grazie alla presenza di acque correnti abbastanza pulite. |
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| C. splendens femmina illuminata dal sole in controluce. |
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| Coppia di P. pennipes in ovodeposizione in tandem |
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| Altro tandem di P. p. |
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| Idem |
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| Idem |
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| Femmina |
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| Coppia in tandem. Il maschio sembra sorreggersi sul collo della femmina. |
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| P. pennipes maschio immaturo (?) |
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| P. pennipes femmina |
Altri nsetti
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| Una comune farfalla |
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| Mosca scorpione, Panorba sp. |
Le acque
Dicevamo che quest'anno le acque sono abbondanti. I due cavi sono pieni ed è ancora pieno da quast'inverno l'ex- invaso. Qui sta avvenendo una mutazione della flora e della fauna che non si era mai vista. Se l'acqua permarrà sarà interessante vedere come si evolverà l'ambiente. Per ora le robine sono morte. La fauna che sembra aver colonizzato il bacino è costituita da libellule, rane e da una famigliola di gallinelle. Sui rami secchi di robinia svolazza un gruppetto di codibugnoli.![]() |
| Il Cavo Porro in direzione di via Verdi |
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| Ex invaso. Clicca per vedere la foto panoramica ingrandita |
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| Codibugnolo su rami di robinia morta nell' ax invaso |
domenica 24 maggio 2015
La giornata delle oasi
Al Caloggio non si aspettano le grandi di folle, Si tratta di un Oasi piccola, che vive esclusivamente sul lavoro di pochi volontari. Alle TV regionale ogni anno, in occasione della Festa delle Oasi, sentirete parlare dell'Oasi di Vanzago e di altre ben più grandi e attrezzate.
Detto questo, lungi da noi l'idea di sminuire l'importanza del Caloggio, punta sud del Parco Regionale delle Groane, sempre ben curata, a costo zero per la comunità (se questo vi sembra poco!) e mai priva di sorprese per chi apprezza la natura e la sa osservare, cosa non facile per chiunque.
Mentre gli altri volontari accoglievano qualche gruppetto di visitatori abbiamo portato in giro un giovane ospite, Gianluigi, ed ecco un resoconto parziale (difficile fare le foto mentre si parla).
Appena entrati nell'oasi è impossibile non notare sulla destra un gruppo di rose rampicanti. Probabilmente non sono spontanee, ma un residuo delle coltivazioni che occupavano il terreno prima del 1993, quando nacque l'oasi.
Priprio ieri a Palazzo Reale a Milano si è svolto il convegno su
che ha visto la partecipazione di illustri botanici. Fra questi Enrico Banfi ha discettato sul tema "FLORA ESOTICA DI LOMBARDIA: SPUNTI INTERESSANTI NELL’INELUDIBILITÀ DI UNA CONVIVENZA". Ha parlato della difficoltà crescente nel contrastare l'immissione delle specie esotiche. Alcune sono invasive e sicuramente dannose, come ailanto, il pruno serotino e altre (che all'oasi sono rigorosamente combattute), altre non lo sono. Anzi a suo dire alcune, come ad esempio la robinia, sono in grado di arricchire la biodiversita, utili soprattutto dove le specie nostrane non riescono a colonizzare i terreni più degradati. Si è trattato di un discorso interessante, ma anche difficile da cogliere nelle sue sfumature. Attenderemo la pubblicazione degli atti.
Nel frattempo mettiamo in copertina la nostra rosa, di origine incerta. Forse non arricchirà di molto la biodiversità dell'oasi, ma da oltre 20 anni continua a crescere e a fiorire, senza fare danni. É apprezzata dai visitatori e da numerosi insetti impollinatori.
Quelli per il terziario del Villoresi, che porta acqua all'EXPO sono invece terminati, almento per la parte idraulica. L'acqua adesso scorre abbondante anche nel secondario, quello cha lambisce l'oasi.
Sentieri, piste ciclabili e piantumazioni sono in attesa (da verificare). L'EXPO dista meno di 3 km in linea d'aria dall'Oasi.
Il laghetto delle ninfee, contrariamente alle previsioni mantiene bene l'acqua. Fiorite le ninfee (esotiche) e vista una bella libellula (nostrana).
Detto questo, lungi da noi l'idea di sminuire l'importanza del Caloggio, punta sud del Parco Regionale delle Groane, sempre ben curata, a costo zero per la comunità (se questo vi sembra poco!) e mai priva di sorprese per chi apprezza la natura e la sa osservare, cosa non facile per chiunque.
Mentre gli altri volontari accoglievano qualche gruppetto di visitatori abbiamo portato in giro un giovane ospite, Gianluigi, ed ecco un resoconto parziale (difficile fare le foto mentre si parla).
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| Rosa di origine incerta |
Appena entrati nell'oasi è impossibile non notare sulla destra un gruppo di rose rampicanti. Probabilmente non sono spontanee, ma un residuo delle coltivazioni che occupavano il terreno prima del 1993, quando nacque l'oasi.
Priprio ieri a Palazzo Reale a Milano si è svolto il convegno su
"BIODIVERSITÀ NELL’ANNO DI EXPO: LA STRAORDINARIA FLORA LOMBARDA" Link
che ha visto la partecipazione di illustri botanici. Fra questi Enrico Banfi ha discettato sul tema "FLORA ESOTICA DI LOMBARDIA: SPUNTI INTERESSANTI NELL’INELUDIBILITÀ DI UNA CONVIVENZA". Ha parlato della difficoltà crescente nel contrastare l'immissione delle specie esotiche. Alcune sono invasive e sicuramente dannose, come ailanto, il pruno serotino e altre (che all'oasi sono rigorosamente combattute), altre non lo sono. Anzi a suo dire alcune, come ad esempio la robinia, sono in grado di arricchire la biodiversita, utili soprattutto dove le specie nostrane non riescono a colonizzare i terreni più degradati. Si è trattato di un discorso interessante, ma anche difficile da cogliere nelle sue sfumature. Attenderemo la pubblicazione degli atti.
Nel frattempo mettiamo in copertina la nostra rosa, di origine incerta. Forse non arricchirà di molto la biodiversità dell'oasi, ma da oltre 20 anni continua a crescere e a fiorire, senza fare danni. É apprezzata dai visitatori e da numerosi insetti impollinatori.
Zona risorgive
L'acqua è sempre presente nell'ex invaso. Da tempo è spuntato un acero. La forma della foglia a lobi acuminati fa pensare all'acero riccio, che sarebbe una nuova specie per l'oasi. Qui sono presenti dei bei cespugli di ligustro nostrano, oggi in fiore. Purtroppo il ponte in mattoni è pericolante e non è possibile raggiungere la zona ovest.![]() |
| Da quest'anno l'ex invaso mantiene l'acqua sul fondo. |
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| Una folgia di acer... riccio? Sembra proprio di sì: Acer platanoides |
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| Fiori di ligustro nostrano (Ligustrum vulgare) |
L'Oasi
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| Alcuni volontari all'ingresso dellì'Oasi |
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| Visitatori al banchetto |
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| Una libellula comune: Platycnemis pennipes |
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| Cespuglio di rosa canina nel prato con la panchine |
Oltre.. verso il Castellazzo
I lavori di ampliameno dell' Scolmatore del Seveso sembrano provcedere a rilento.Quelli per il terziario del Villoresi, che porta acqua all'EXPO sono invece terminati, almento per la parte idraulica. L'acqua adesso scorre abbondante anche nel secondario, quello cha lambisce l'oasi.
Sentieri, piste ciclabili e piantumazioni sono in attesa (da verificare). L'EXPO dista meno di 3 km in linea d'aria dall'Oasi.
Il laghetto delle ninfee, contrariamente alle previsioni mantiene bene l'acqua. Fiorite le ninfee (esotiche) e vista una bella libellula (nostrana).
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| Lavori sul canale scolmatore (CSNO) |
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| Il canale secondario del Villoresi nei pressi del laghetto delle ninfee |
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| Ninfee in fiore nel laghetto |
Il ritorno
Mentre gli altri volontari si occupano di accogliere e guidare dei visitatori c'è chi non sa stare con le mani in mano e continua a lavorare... nell'ombra (ma questo solo per inabilità del fotografo).
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